Certamente i nostri bambini e i nostri ragazzi stanno risentendo di questa vita così diversa in cui ci siamo trovati all’improvviso, senza alcuna preparazione che ci permetta di individuare in modo chiaro i messaggi che ci trasmettono implicitamente.

Possiamo aiutarli solo riconoscendo quali comportamenti possono essere provocati da un autentico disagio.

Cominciamo dai più piccoli.

I piccolissimi risentono meno dei cambiamenti: i loro punti di riferimento sono la famiglia e la casa che rimangono stabili.

Ma già a 4 – 5 anni possono manifestare agitazione o turbolenza motoria o comportamenti regressivi, come ad esempio una richiesta maggiore di coccole e di vicinanza fisica, a volte ossessiva, o di presenza (talvolta seguono i genitori ovunque, anche in bagno).

Per contro possono mettere in atto comportamenti a valenza consolatoria: ripetere i giochi, sempre gli stessi, dà loro una sensazione di sicurezza, ma li limita nell’acquisizione di nuove esperienze.

Cercano di proteggersi con atti ripetitivi (ad esempio si lavano e si disinfettano le mani continuamente) fino a chiudersi man mano in sé stessi (un segnale può essere la masturbazione).

Anche il comportamento esplorativo si riduce notevolmente perché si limita il loro campo esplorativo che non stimola più il loro bisogno di ricerca, possono avere difficoltà ad addormentarsi, ma anche quando finalmente si assopiscono, hanno un sonno irrequieto.

Inoltre, per i più grandi un ulteriore campanello d’allarme sono le modifiche delle abitudini alimentari, per esempio si possono manifestare una selettività nell’assunzione di cibi specifici, o una totale assenza dell’autoregolazione dell’assunzione delle quantità di cibo.

Un aumento di peso di qualche chilo non è preoccupante, ma se l’incremento di peso diventa superiore, allora anch’esso è un segnale importante di disagio, da affrontare certo con un’attenzione alla qualità ed alla quantità del cibo.  Se anche con la programmazione o l’intensificazione di un’attività fisica non si ottiene un peso bilanciato, forse ci si deve chiedere se c’è dell’altro alla base di tale problema.

L’individuazione e la comprensione di questi messaggi è il primo passo verso la consapevolezza di una sofferenza dei nostri bambini, sapendo che il nostro obiettivo è il benessere dell’adulto di domani.

Dottoressa Donatella Bacolla

Dottoressa Elga Vespoli

Il “Percorso acne” è il nuovo servizio offerto dal centro C.P.G. di Torino.

L’acne è una delle più frequenti patologie infiammatorie della cute: colpisce in misura variabile circa il 90% degli adolescenti, parte dei quali necessita di un parere medico per una valutazione ed uno specifico trattamento.

Questa patologia ha trovato nuova linfa nell’attuale situazione pandemica: l’utilizzo della mascherina non ha solo inasprito le situazioni preesistenti, ma ha anche agevolato l’insorgere della problematica in soggetti sani.  

Per la sua tipica localizzazione su parti del corpo visibili e per il rischio di esiti cicatriziali, l’acne è una dermatosi con significato e valore specifici per il giovane paziente, presentandosi in una fase della vita, quella dell’adolescenza, già caratterizzata da importanti cambiamenti, fisici, psichici ed emotivi. La presenza di lesioni cutanee importanti e visibili sul volto possono costituire per i giovani motivo di disagio e vergogna, talvolta tali da compromettere il benessere soggettivo (immagine di se stessi) e la vita di relazione.

Bisogna inoltre ricordare, in considerazione del relativo aumento di tali casi, le forme di acne nell’adulto, in particolare nelle donne. Si presentano con aspetto clinico per alcuni versi sovrapponibile a quelle dell’adolescenza, con variazioni legate, soprattutto nelle donne, alle abitudini quotidiane come l’utilizzo di creme, trucchi e rimedi “fai da te”, oltre che dalla generale situazione di salute (alterazioni ormonali, sovrappeso o altre patologie concomitanti).

La valutazione e la terapia specifica dell’acne (che prevede l’utilizzo a seconda delle forme cliniche, dello stato di salute del soggetto e delle scelte individuali, integratori, antibiotici, retinoidi sistemici e/o terapia topica), sono quindi fondamentali per la corretta gestione della patologia.

Per salvaguardare la salute della pelle, Il C.P.G. ha attivato il “Percorso acne”: servizio di diagnosi e cura dell’acne che consiste in un pacchetto di tre visite al costo di 220 euro totali.

Clicca per il Video promo

Per info e prenotazioni: 011.561.38.48 – 011.561.11.87

La diffusione del Sars-Cov-2 ha modificato in maniera radicale la quotidianità di ognuno.

I sintomi influenzali e parainfluenzali, tipici della stagione fredda, mettono psicologicamente in allarme la popolazione per le potenziali conseguenze a cui possono portare: isolamento fiduciario con assenza da lavoro e scuola.

Se questo diventa estremamente probabile in caso di sospetto contagiato da COVID-19, in seguito però solo a diagnosi medica, non è detto che lo sia in caso di soggetto compatibile COVID-19. In questo caso, infatti, abbiamo un soggetto che presenta sintomi compatibili, ma non le circostanze (per esempio l’essere stato a contatto con un malato di COVID-19).

Il test molecolare effettuato tramite tampone orofaringeo (a sua volta effettuato tramite un bastoncino cotonato) diventa così l’unico mezzo per poter continuare una quotidianità normale una volta ricevuto l’esito dopo 48 ore.

Oggi esistono nuove metodologie diagnostiche che consentono con una ottima affidabilità di certificare positività o negatività al virus:

  • Tamponi orofaringei antigenici rapidi
  • Test salivari antigenici rapidi
  • Test sierologici rapidi

 

Test rapido da tampone orofaringeo

Questi tamponi si eseguono allo stesso modo dei tamponi RT-PCR, ma si differenziano per la metodologia di analisi. Non ricercano infatti il materiale genetico virale, ma le proteine di superficie del virus. L’affidabilità è estremamente alta con dati di sensibilità (capacità di riconoscere la positività) e specificità (capacità di riconoscere la negatività) vicini al 100%.

 

 

Test rapido da tampone salivare

Si basano sempre sulla ricerca delle proteine di superficie (antigeni) ma questa avviene tramite la saliva dei soggetti. L’affidabilità è alta, ma inferiore ai tamponi rapidi. Sono ad oggi ancora poco diffusi.

 

Test sierologici rapidi

Non ricercano presenza del virus, ma la reazione dell’organismo a quest’ultimo attraverso la risposta anticorpale. Si eseguono tramite pungidito e successiva interazione del prelievo sanguigno con un reagente specifico. È in grado di indicare se c’è infezione in corso (tramite IgM) oppure se questa è ormai “rimasta in memoria” (tramite IgG). La loro affidabilità in confronto ad un tampone RT-PCR è molto variabile da test a test, essendo questi ormai estremamente variegati e diffusi.

Tampone rapido: perchè farlo?

Ad oggi il primo metodo risulta sicuramente il più affidabile dei tre, ma per quali motivi sottoporsi ad un tampone rapido?

  1. Desiderio di semplice tranquillità: molte persone svolgono lavori che prevedono l’interazione con altre; potenzialmente ci si sottopone quindi a un rischio contagio aumentato. Questo anche in totale assenza di sintomi
  2. Compatibilità COVID-19: a fronte di sintomi parainfluenzali si desidera verificare se si è positivi o negativi

In caso di positività si necessita di una verifica tramite test molecolare, ma l’indicazione all’isolamento fiduciario o meno diventa indubbiamente più consapevole.

In caso di negatività è bene ricordare che questa non mette al riparo da contagio, e che quindi rimane necessario un comportamento che tenga sempre presente distanziamento e sicurezza.

E i bambini?

Anche nel caso dei più piccoli è utile avvalersi dei test antigenici rapidi: il sospetto COVID-19 può capitare anche nelle classi di elementari e medie, che cautelativamente vengono di conseguenza sospese come didattica in presenza.

Essendo il tampone rapido svolto mediante un metodo lievemente invasivo (il bastoncino cotonato viene strofinato in prossimità delle tonsille e all’interno del naso), bisogna trovare però l’operatore sanitario capace di effettuarlo senza problemi anche sui bambini. La figura del pediatra e dell’infermiera pediatrica sono di primaria importanza nel caso del trattamento dei più piccoli: non si tratta solo di conoscenza ma anche di sapersi porre nel modo giusto nei confronti del paziente. E nel caso di un bambino bisognerà porre attenzioni particolari, come lo strofinare con estrema delicatezza, saperlo distrarre e avere la giusta dose di pazienza e premura in caso di comprensibili pianti. Rivolgersi quindi a un centro pediatrico specializzato diventa quindi obbligatorio nel caso di tamponi rapidi ai bambini (e di conseguenza anche agli adulti).

 

Il Centro pediatrico CPG propone il nuovo servizio di test antigenici attraverso tampone rapido per bambini e adulti.

Esito in 15 minuti.

€ 50,00 a tampone

In caso di tampone domiciliare per sospetto Covid-19 € 65,00 con possibilità di tampone anche ai congiunti a € 45,00.

 

 

 

 

Dott.ssa Donatella Bacolla

Direttore Sanitario

La diffusione del Sars-Cov-2 ha modificato in maniera radicale la quotidianità di ognuno.

I sintomi influenzali e parainfluenzali, tipici della stagione fredda, mettono psicologicamente in allarme la popolazione per le potenziali conseguenze a cui possono portare: isolamento fiduciario con assenza da lavoro e scuola.

Se questo diventa estremamente probabile in caso di sospetto contagiato da COVID-19, in seguito però solo a diagnosi medica, non è detto che lo sia in caso di soggetto compatibile COVID-19. In questo caso, infatti, abbiamo un soggetto che presenta sintomi compatibili, ma non le circostanze (per esempio l’essere stato a contatto con un malato di COVID-19).

Il test molecolare effettuato tramite tampone orofaringeo (a sua volta effettuato tramite un bastoncino cotonato) diventa così l’unico mezzo per poter continuare una quotidianità normale una volta ricevuto l’esito dopo 48 ore.

Oggi esistono nuove metodologie diagnostiche che consentono con una ottima affidabilità di certificare positività o negatività al virus:

  • Tamponi orofaringei antigenici rapidi
  • Test salivari antigenici rapidi
  • Test sierologici rapidi

 

Test rapido da tampone orofaringeo

Questi tamponi si eseguono allo stesso modo dei tamponi RT-PCR, ma si differenziano per la metodologia di analisi. Non ricercano infatti il materiale genetico virale, ma le proteine di superficie del virus. L’affidabilità è estremamente alta con dati di sensibilità (capacità di riconoscere la positività) e specificità (capacità di riconoscere la negatività) vicini al 100%.

 

 

Test rapido da tampone salivare

Si basano sempre sulla ricerca delle proteine di superficie (antigeni) ma questa avviene tramite la saliva dei soggetti. L’affidabilità è alta, ma inferiore ai tamponi rapidi. Sono ad oggi ancora poco diffusi.

 

Test sierologici rapidi

Non ricercano presenza del virus, ma la reazione dell’organismo a quest’ultimo attraverso la risposta anticorpale. Si eseguono tramite pungidito e successiva interazione del prelievo sanguigno con un reagente specifico. È in grado di indicare se c’è infezione in corso (tramite IgM) oppure se questa è ormai “rimasta in memoria” (tramite IgG). La loro affidabilità in confronto ad un tampone RT-PCR è molto variabile da test a test, essendo questi ormai estremamente variegati e diffusi.

Tampone rapido: perchè farlo?

Ad oggi il primo metodo risulta sicuramente il più affidabile dei tre, ma per quali motivi sottoporsi ad un tampone rapido?

  1. Desiderio di semplice tranquillità: molte persone svolgono lavori che prevedono l’interazione con altre; potenzialmente ci si sottopone quindi a un rischio contagio aumentato. Questo anche in totale assenza di sintomi
  2. Compatibilità COVID-19: a fronte di sintomi parainfluenzali si desidera verificare se si è positivi o negativi

In caso di positività si necessita di una verifica tramite test molecolare, ma l’indicazione all’isolamento fiduciario o meno diventa indubbiamente più consapevole.

In caso di negatività è bene ricordare che questa non mette al riparo da contagio, e che quindi rimane necessario un comportamento che tenga sempre presente distanziamento e sicurezza.

E i bambini?

Anche nel caso dei più piccoli è utile avvalersi dei test antigenici rapidi: il sospetto COVID-19 può capitare anche nelle classi di elementari e medie, che cautelativamente vengono di conseguenza sospese come didattica in presenza.

Essendo il tampone rapido svolto mediante un metodo lievemente invasivo (il bastoncino cotonato viene strofinato in prossimità delle tonsille e all’interno del naso), bisogna trovare però l’operatore sanitario capace di effettuarlo senza problemi anche sui bambini. La figura del pediatra e dell’infermiera pediatrica sono di primaria importanza nel caso del trattamento dei più piccoli: non si tratta solo di conoscenza ma anche di sapersi porre nel modo giusto nei confronti del paziente. E nel caso di un bambino bisognerà porre attenzioni particolari, come lo strofinare con estrema delicatezza, saperlo distrarre e avere la giusta dose di pazienza e premura in caso di comprensibili pianti. Rivolgersi quindi a un centro pediatrico specializzato diventa quindi obbligatorio nel caso di tamponi rapidi ai bambini (e di conseguenza anche agli adulti).

 

Il Centro pediatrico CPG propone il nuovo servizio di test antigenici attraverso tampone rapido per bambini e adulti.

Esito in 15 minuti.

€ 50,00 a tampone

In caso di tampone domiciliare per sospetto Covid-19 € 65,00 con possibilità di tampone anche ai congiunti a € 45,00.

 

 

 

 

Dott.ssa Donatella Bacolla

Direttore Sanitario

La pipì a letto è sicuramente una noia ma non certo una patologia! Spesso però ha un importante impatto emozionale e sociale sia sul bambino che sulla sua famiglia.

L’incidenza si riduce man mano negli anni (anche se può persistere, raramente, in età adulta).

Interessa almeno il 15% dei bambini intorno ai 6 anni (più i maschietti che le bimbe) ed è spesso su base famigliare.

Prima dei 5 – 6 anni ci si rivolge agli specialisti solo quando la componente emozionale diventa difficilmente sostenibile, ma intanto i genitori possono mettere in atto alcune “buone pratiche” che potranno accelerare la risoluzione del problema:

 

  • I bambini devono bere molto nella prima parte della giornata, ma l’assunzione di liquidi deve essere ridotta dopo le 17 – 18.
  • Devono essere evitate le bevande gassate e le acque ad elevato contenuto di Calcio.
  • Deve essere ridotta l’assunzione di Calcio e Sodio soprattutto nel pasto della sera.
  • Il bambino deve essere sollecitato a far pipì ad intervalli regolari (ad esempio ogni 3 ore) quando possibile, ed è importante che questi intervalli siano mantenuti con una certa precisione anche in assenza dello stimolo.
  • Le bambine devono far pipì sedute comodamente sul gabinetto, se preferiscono con un riduttore, con i piedi ben appoggiati per terra perché questo permette di rilassare la pelvi (eventualmente provvedere ad un supporto).
  • I maschietti devono far pipì in piedi.
  • È molto importante evitare la stipsi. Quando il bambino non assume frutta e verdura, ricorrere a pasta o riso integrali o fiocchi di cereali. Qualora non fosse sufficiente, ricorrere a stimolatori del transito a cicli consigliati dal pediatra, alla dose minima efficace.

 

 

Trattamento

Quando i precedenti accorgimenti non sono sufficienti ricorrere al consiglio di un Centro Enuresi.

Il percorso diagnostico-terapeutico va dal far acquisire una consapevolezza delle norme dietetico-igieniche che permettono di migliorare la continenza urinaria fino all’eventuale trattamento farmacologico secondo l’indicazione clinica.

Il primo incontro comprende:

  • Visita specialistica

    Valutazione dei sintomi se presenti

  • Ecografia delle vie urinarie e della vescica

    Esame specifico per l’enuresi e i disturbi funzionali urinari

  • Ricerca di calcio e creatinina

    Due raccolte di urine in 2 contenitori distinti dalle 8,00 alle 20,00 e dalle 20,00 alle 8,00

  • Compilazione del diario minzionale

    Monitoraggio fondamentale per decidere trattamento e valutare l’efficacia

Si prevedono due controlli a 3 e 6 mesi di distanza dalla prima visita.

Durante tutto il percorso deve essere mantenuto un contatto via mail con il medico di riferimento per modulare la risposta del bambino.

 

 

 

Dott.ssa Donatella Bacolla

Direttore Sanitario